Chiamiamoli gifted.
Leggendo contenuti in italiano dove si usa la parola “giftedness” assieme ad “alto potenziale cognitivo” o “plusdotazione”, non posso far altro che notare una stridente contraddizione e una sensazione di disagio mi rimane dentro.
Tradurre un termine come “giftedness”, che ispira fascino e profondità, con termini che crudamente e superficialmente ci parlano di intelletto è una cosa che mi ferisce molto.
Focalizzandoci soltanto sul talento, sul potenziale, sulla capacità di prestazioni elevate e attitudini particolari, sull’impegno e la motivazione, perdiamo il significato più profondo della giftedness, dove sono invece le 𝙚𝙢𝙤𝙯𝙞𝙤𝙣𝙞 a rappresentare quella forza che trasforma la capacità intellettiva in giftedness. Sono la consapevolezza e l’intensità emotiva che caratterizzano l’essere gifted e lo distingueranno dagli altri per tutta la vita.
Le emozioni, nella nostra scuola di pensiero, non si misurano attraverso il confronto con la norma perché l’intensità emotiva dei gifted è un aspetto straordinario che non può essere visto con occhi comuni.
𝗖𝗛𝗜𝗔𝗠𝗜𝗔𝗠𝗢𝗟𝗜 𝗚𝗜𝗙𝗧𝗘𝗗 ![]()
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