GLI STUDENTI GIFTED COME TUTOR?

La Dott.ssa Barbara Gilman nel suo libro “Challenging Highly Gifted Learners” dice: “Evitare di accoppiarli con studenti in difficoltà o di usarli come ‘aiutanti dell’insegnante’. Raggrupparli invece con studenti più grandi o altri studenti gifted.”

Una pratica molto diffusa usata con gli alunni e studenti gifted è quella di fare loro affiancare compagni che necessitano di qualche forma di supporto. Sfruttando le loro abilità accademiche, si ritiene che l’aiuto a compagni in difficoltà possa contribuire positivamente alla loro autostima. Nell’ambito della gifted education questa pratica invece non è generalmente consigliata.

Sebbene le motivazioni siano diverse, ne vogliano qui evidenziare alcune:

  • L’alunno/studente non deve essere e sentirsi responsabile del supporto dei bisogni educativi di un compagno; non ne ha le qualifiche e non è il suo compito. Il suo compito è quello di andare a scuola per un suo personale sviluppo cognitivo-relazionale-emotivo di cui l’insegnante si deve occupare. È dovere dell’insegnante intervenire a supporto di tutti i suoi alunni/studenti.
  • La modalità di ragionamento dell’alunno/studente gifted si discosta enormemente dalla norma. È quindi estremamente probabile che il bambino/ragazzo gifted e il compagno in difficoltà non seguano gli stessi percorsi intellettivi. Per questo motivo, nella maggioranza dei casi, lo studente gifted si troverebbe a non poter “spiegare” i procedimenti al compagno. Parlando poi di studenti in difficoltà, dovrebbe inoltre affrontare le complicazioni date dal “deficit” del compagno.
  • Quando l’affiancamento non dovesse funzionare, per i motivi trattati sopra, si andrebbe a creare enorme frustrazione da entrambe le parti: lo studente in difficoltà rafforzerebbe l’idea che le sue problematiche sono di difficile risoluzione, “incolpando” il compagno che non ha saputo aiutarlo; e lo studente gifted si sentirebbe sminuito nelle sue capacità per l’inadeguatezza ad aiutare l’amico e soddisfare la mansione assegnatagli dall’insegnante, alimentando la confusione sul suo ruolo socio-relazionale all’interno della classe.

Soltanto per brevi periodi, o saltuariamente, SE lo studente lo desidera, può decidere di affiancare un compagno. Mai l’insegnante deve affidargli questo compito.

 


© Gifted Italia 2026. Tutti i diritti sono riservati. Sono vietate la riproduzione e/o diffusione anche parziale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *