Le reazioni emotive dei bambini gifted.
🌟𝗟𝗘 𝗥𝗘𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗜 𝗘𝗠𝗢𝗧𝗜𝗩𝗘 𝗗𝗘𝗜 𝗕𝗔𝗠𝗕𝗜𝗡𝗜 𝗚𝗜𝗙𝗧𝗘𝗗🌟
Si ritiene che la presenza delle overexcitability nel bambino gifted crei una difficoltà di gestione di se stesso, con reazioni emotive che noi definiamo ‘eccessive’ o dovute ad un ‘sovraccarico emotivo’. Molto spesso, inoltre, la giftedness è associata erroneamente alla overexcitability intellettiva, una delle cinque forme di overexcitability. Da questa associazione deriva l’assunto per cui la mancanza di stimoli intellettivi provocherebbe questa reazione ‘esagerata’. In questo quadro, nella descrizione delle reazioni dei bambini gifted, si dà estrema importanza alle necessità cognitive, dimenticandosi degli aspetti immaginativi, emotivi, sensoriali e psicomotori. Eppure, se tutto ruotasse attorno alla stimolazione intellettiva, sarebbe difficile osservare descrittori di overexcitability nella prima infanzia. Kazimierz Dąbrowski, lo studioso che ha creato il costrutto di overexcitability, affermava che “𝘘𝘶𝘢𝘴𝘪 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘦 𝘭𝘦 𝘧𝘰𝘳𝘮𝘦 𝘥𝘪 𝘰𝘷𝘦𝘳𝘦𝘹𝘤𝘪𝘵𝘢𝘣𝘪𝘭𝘪𝘵𝘺 𝘱𝘰𝘴𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘦𝘴𝘴𝘦𝘳𝘦 𝘰𝘴𝘴𝘦𝘳𝘷𝘢𝘵𝘦 𝘵𝘳𝘢 𝘪𝘭 𝘱𝘳𝘪𝘮𝘰 𝘦 𝘪𝘭 𝘴𝘦𝘤𝘰𝘯𝘥𝘰 𝘢𝘯𝘯𝘰 𝘥𝘪 𝘦𝘵𝘢̀.”¹
Non ci stancheremo mai di ripetere che la presenza di overexcitability non porta ad una mancanza di capacità del bambino gifted di regolare le proprie emozioni. Al contrario, le overexcitability sono una spinta ad uno sviluppo personale precoce, avanzato e complesso, che implica una profonda consapevolezza. I bambini gifted eccellono nella complessità, e la loro complessità include le loro emozioni. Bambini che vivono e crescono in un ambiente che comprende le overexcitability non hanno manifestazioni che fanno pensare ad un eccesso o mancanza di comprensione e controllo di loro stessi, perché queste reazioni, date proprio dalla loro ‘sensibilità aumentata’, sono normali.
Come dice Linda Silverman, le overexcitability sono fonte di entusiamo ed energia², pertanto non devono essere sminuite, corrette e interpretate come un peso che il bambino gifted si porta dentro. Non è quindi la overexcitability che porta il bambino a reagire ma piuttosto la mancanza di una corretta comprensione da parte degli altri del suo essere interiore, che include la conoscenza approfondita di questa ‘sensibilità aumentata’.
¹Dąbrowski Kazimierz (1972), Psychoneurosis is not an illness: Neuroses and psychoneuroses from the perspective of positive disintegration
²Silverman K. Linda (2020), New Insights into Overexcitabilities
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