Tutti diversi?

Quando parlo delle caratteristiche dei gifted, mi viene spesso fatto notare che non è possibile accomunare gli individui in “categorie” perché tutti gli individui sono diversi, e che “generalizzare” tratti e/o comportamenti non è utile per supportare i bambini gifted. Ritengo sia una ovvietà affermare che i gifted sono tutti diversi in quanto così facendo si salta il passaggio fondamentale per cui è proprio la variabilità della Natura che permette l’esistenza della stessa, in diverse forme. E la Natura comprende tutti, anche i gifted. Allo stesso tempo, queste stesse persone dicono di voler affrontare il tema giftedness in maniera scientifica in quanto solo attraverso la scienza si hanno le risposte corrette. Penso inoltre che la psicologia non sia una “scienza esatta” in quanto include nella sua trattazione delle componenti soggettive che possono facilmente introdurre bias.
Detto questo, il fatto è che è la Natura stessa a dare il via al processo scientifico, il quale si prefigge di indagarne e, sperabilmente, spiegarne la variabilità.

L’analisi scientifica passa necessariamente attraverso l’individuazione di caratteristiche osservabili in un determinato fenomeno, alle quali vogliamo dare una spiegazione. Per avere una dimostrazione scientifica dobbiamo mettere assieme un campione, capire attraverso dati oggettivi e misurabili se possiamo spiegare il comportamento degli elementi di quel campione in base alle conoscenze del momento, ed eventualmente cercare di capire come questo campione si differenzi da altri.
Ed ecco perché parliamo di gifted: perché nel secolo di ricerche sul fenomeno, gli studiosi hanno potuto individuare e provare l’esistenza di tratti comuni in un gruppo di individui, che si differenzia dagli altri. Risulta chiaro quindi che non stiamo generalizzando ma stiamo piuttosto supportando le osservazioni con dati specifici comprovabili.
Gli interventi a sostegno di questo gruppo di individui si basano proprio su quei dati riscontrati nelle ricerche. Anche in questo caso si cerca di stabilire quali siano le migliori pratiche da adottare basandosi sulle caratteristiche osservate in un determinato gruppo. Da questa analsi è possibile dare consigli per applicare ciò che, per molti che condividono più o meno le stesse caratteristiche generali, ha dato esiti positivi. Come per tutti gli altri aspetti delle interazioni umane, sarebbe assurdo prendere questi consigli alla lettera per poi lamentarsi che non hanno funzionato. Perché? Perché così facendo ci stiamo dimenticando del primo elemento della ricerca: la variabilità della Natura. Ci stiamo anche dimenticando dell’estrema complessità di un fenomeno come la giftedness che di certo non può essere analizzato in superficie.

Per concludere, dire che i gifted sono tutti diversi è una ovvietà che chi parla di scienza non dovrebbe commettere, perché così facendo ammette, contrariamente a quanto potrebbe sembrare, una rigidità di pensiero che esula dal processo scientifico. Nessun essere umano sarà mai uguale ad un altro, ma gli studi sono lì a spiegarci, nel miglior modo possibile, la complessità degli individui gifted per poterli appoggiare nel loro cammino di vita.


© Gifted Italia 2025. Tutti i diritti sono riservati. Sono vietate la riproduzione e/o diffusione anche parziale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *