La giftedness è gioia.
Linda Silverman dice: “La complessità cognitiva dà origine alla profondità emotiva.”
Eppure, ancora troppo spesso chi parla delle emozioni e dell’intensità dei gifted le descrive in senso negativo, attribuendo difficoltà e sofferenza, e addirittura incomprensione da parte della persona gifted dei suoi stessi stati emotivi, tanto da esserne sovrastata e incapace di gestirli. Si parla di basso QE e disregolazione emotiva descrivendo l’emotività come una caratteristica faticosa. Così facendo continuiamo a perpetrare il falso mito per cui i gifted avrebbero capacità cognitive avanzate e consapevolezza emotiva inferiore. Nascondendoci dietro a questo malinteso, impediamo ai bambini gifted di progredire secondo il loro naturale ritmo di sviluppo. L’aspetto cognitivo e quello emotivo di una persona non sono scindibili, al contrario vanno di pari passo e si alimentano a vicenda.
I gifted sono portati naturalmente ad imparare e imparano con passione per ragioni emotive. Come dice Annemarie Roeper: “I gifted sono spinti emotivamente a dare un senso al mondo”. Sono portati a cercare un significato nel mondo grazie alla loro spinta emotiva. Quindi per supportare una loro crescita armonica, la loro intensa emotività deve essere lasciata libera di esprimersi.
Ricordiamo: la giftedness è gioia non sofferenza.![]()
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