Quando un concetto si allontana dalla sua fonte.
Ho scorso un libro italiano sulla plusdotazione pubblicato di recente e, come è naturale che sia, essendo io referente e portavoce di una specifica prospettiva e tradizione di ricerca, alcuni dei concetti trattati hanno immediatamente attirato la mia attenzione.
Questa esperienza mi ha fatto riflettere ancora una volta su un problema che incontriamo frequentemente nella divulgazione italiana della giftedness: alcuni concetti fondamentali provenienti dalla ricerca internazionale vengono ripresi e presentati in una forma che non corrisponde pienamente al loro significato originario.
Ecco perché, quando si parla di giftedness, ritengo particolarmente importante prestare attenzione non soltanto a quali fonti vengono citate, ma anche a come il loro contenuto viene riportato e interpretato.
Prendiamo, ad esempio, il concetto di asincronia dello sviluppo. È un costrutto che nasce all’interno di una precisa elaborazione della giftedness ed è strettamente legato al lavoro del Columbus Group e della dott.ssa Linda Silverman, membro fondatore del gruppo e figura centrale nello sviluppo di questa prospettiva. Laddove viene riportato senza questo contesto, il rischio è che il concetto venga semplificato fino ad assumere un significato diverso da quello originario.
Lo stesso può accadere con le overexcitability, quando sono presentate come una teoria e in modo riduttivo come una generica maggiore sensibilità agli stimoli, perdendo il significato specifico che il costrutto assume all’interno della prospettiva teorica da cui proviene.
Questi non sono semplicemente problemi di terminologia. Quando un concetto viene tradotto, sintetizzato o reinterpretato attraverso fonti secondarie, può progressivamente allontanarsi dal significato e dal quadro teorico in cui era stato originariamente elaborato. Una formulazione già interpretata può poi essere ripresa da altri testi e diventare, a sua volta, la base per ulteriori interpretazioni. È così che un concetto può finire per essere presentato come appartenente a una determinata prospettiva, pur non corrispondendo più a ciò che gli autori avevano effettivamente elaborato.
E questo non è un problema che riguarda soltanto la correttezza della letteratura o il dibattito tra professionisti. Ha conseguenze concrete anche per le famiglie e per il modo in cui si guarda ai bambini e ai ragazzi gifted. Una rappresentazione parziale o distorta di una prospettiva sulla giftedness può infatti influenzare il modo in cui vengono comprese le loro caratteristiche, i loro bisogni e le loro esperienze e, di conseguenza, anche il tipo di sostegno, di intervento o di orientamento che viene loro proposto.
Quando cambia la cornice attraverso cui interpretiamo la giftedness, cambiano anche le risposte che diamo alle persone gifted.
Quando si parla di una prospettiva specifica, come quella sviluppata da Linda Silverman, dal Gifted Development Center e dal Columbus Group, non è sufficiente citare questi autori o riprendere alcuni dei loro concetti. È necessario che tali concetti siano presentati in modo coerente con il loro significato e con il quadro teorico nel quale sono stati originariamente elaborati.
Ed è qui che il ruolo di un riferimento italiano specificamente dedicato a quella prospettiva diventa importante.
Gifted Italia è il progetto editoriale italiano del Gifted Development Center e nasce proprio con l’obiettivo di rendere accessibili in italiano i contenuti del GDC preservandone il significato, il contesto e l’impostazione originari.
Questo non significa che esista un’unica prospettiva possibile. Significa qualcosa di molto più preciso: quando si intende presentare in italiano la prospettiva di Silverman, del GDC o del Columbus Group, è importante che il riferimento sia fedele alla fonte e non a una successiva interpretazione della fonte.
Per chi legge in italiano e non ha la possibilità di verificare direttamente la letteratura internazionale, questa distinzione non è affatto secondaria.
Per questo, leggere testi italiani può essere assolutamente utile e legittimo. Ma quando quei testi presentano concetti appartenenti a una specifica tradizione teorica, è importante chiedersi quanto fedelmente quella tradizione sia stata realmente rappresentata.
Perché una traduzione o una divulgazione non dovrebbe semplicemente rendere un concetto comprensibile. Dovrebbe permettere al lettore di incontrare il concetto che l’autore ha realmente elaborato.
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