Intensità come motore di crescita.

Purtroppo, troppo spesso le persone gifted vengono descritte come costantemente in sovraccarico cognitivo ed emotivo, incapaci di organizzare il proprio mondo interiore e travolte da una tensione emotiva tale da compromettere il loro funzionamento. Si parla di overexcitability, traducendo il termine in modo superficiale come “ipersensibilità/ipereccitabilità” e associandolo quasi automaticamente all’idea di sovraccarico.

Le ricerche, tuttavia, ci raccontano una realtà molto diversa. Linda Silverman, nella pubblicazione 𝘊𝘰𝘶𝘯𝘴𝘦𝘭𝘪𝘯𝘨 𝘵𝘩𝘦 𝘎𝘪𝘧𝘵𝘦𝘥 𝘐𝘯𝘥𝘪𝘷𝘪𝘥𝘶𝘢𝘭, spiega che le overexcitability nei bambini gifted rappresentano i semi del loro sviluppo personale, proprio come la sabbia nell’ostrica che, attraverso l’irritazione, dà origine alla perla. I bambini che reagiscono intensamente agli stimoli sono infatti costantemente chiamati a compiere scelte per poter funzionare efficacemente nel mondo.

Silverman descrive, ad esempio, un bambino gifted che nello stesso momento può:
• desiderare intensamente continuare a leggere un libro appena iniziato (OE intellettiva);
• sentire il bisogno fisico di andare a giocare con gli amici (OE psicomotoria ed emotiva);
• essere profondamente ferito da un conflitto con uno di loro (OE emotiva);
• avere un forte desiderio di uscire a prendere un gelato (OE sensoriale);
• immaginare nei minimi dettagli le conseguenze di qualsiasi scelta alternativa ai compiti scolastici (OE immaginativa ed emotiva).

A quale di questi impulsi risponderà?

Nel momento in cui ne sceglie uno, deve necessariamente mettere da parte gli altri ed esercitare un controllo su spinte interiori molto intense. È proprio questo processo che favorisce quotidianamente lo sviluppo della capacità di stabilire priorità, di prendere decisioni e di costruire una direzione interiore.

L’intensità dei gifted quindi non descrive una persona sopraffatta dalle proprie emozioni o incapace di funzionare. Al contrario, descrive una persona che, fin dall’infanzia, è chiamata a confrontarsi con una ricchezza e un’intensità di esperienze interiori che richiedono un continuo lavoro di integrazione. L’intensità non impedisce lo sviluppo: ne diventa uno dei principali motori.

 


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