Il limite di una definizione.
๐ค๐๐ฎ๐น ๐ฒฬ ๐ถ๐น ๐น๐ถ๐บ๐ถ๐๐ฒ ๐ฑ๐ถ ๐๐ป๐ฎ ๐ฑ๐ฒ๐ณ๐ถ๐ป๐ถ๐๐ถ๐ผ๐ป๐ฒ ๐ฑ๐ถ ๐ด๐ถ๐ณ๐๐ฒ๐ฑ๐ป๐ฒ๐๐ ๐ฐ๐ต๐ฒ ๐๐ถ ๐ฏ๐ฎ๐๐ฎ ๐๐๐น๐น๐ฎ ๐บ๐ฎ๐ป๐ถ๐ณ๐ฒ๐๐๐ฎ๐๐ถ๐ผ๐ป๐ฒ ๐ฑ๐ถ ๐๐ป๐ฎ ๐บ๐ฎ๐ด๐ด๐ถ๐ผ๐ฟ๐ฒ ๐ฟ๐ฎ๐ฝ๐ถ๐ฑ๐ถ๐๐ฎฬ ๐ฒ ๐ฐ๐ฎ๐ฝ๐ฎ๐ฐ๐ถ๐๐ฎฬ ๐ฑ๐ถ ๐ฎ๐ฝ๐ฝ๐ฟ๐ฒ๐ป๐ฑ๐ถ๐บ๐ฒ๐ป๐๐ผ ๐ฒ ๐๐๐น ๐ฟ๐ฎ๐ด๐ด๐ถ๐๐ป๐ด๐ถ๐บ๐ฒ๐ป๐๐ผ ๐ฝ๐ฟ๐ฒ๐ฐ๐ผ๐ฐ๐ฒ ๐ฑ๐ถ ๐๐ฝ๐ฒ๐ฐ๐ถ๐ณ๐ถ๐ฐ๐ถ ๐น๐ถ๐๐ฒ๐น๐น๐ถ ๐ฑ๐ถ ๐ฐ๐ผ๐บ๐ฝ๐ฒ๐๐ฒ๐ป๐๐ฎ?
Per molto tempo la giftedness รจ stata definita principalmente attraverso ciรฒ che il bambino dimostra di saper fare. Ancora oggi, nel nostro Paese, essa viene interpretata quasi esclusivamente attraverso una concezione tradizionale che pone al centro la prestazione, il raggiungimento di risultati riconosciuti e lo sviluppo del potenziale e di talenti specifici. Questo orientamento รจ di fatto esplicitato nella definizione di alunno e studente ad alto potenziale cognitivo contenuta nella proposta di legge attualmente allโesame della Camera.
In questa prospettiva, la conseguenza implicita รจ che solo ciรฒ che emerge attraverso risultati osservabili venga riconosciuto. I bambini che non riescono a esprimere in modo evidente le proprie caratteristiche โ come accade frequentemente nel caso degli studenti doppiamente eccezionali (2e) โ o che non hanno lโopportunitร di farlo, rischiano quindi di non essere identificati, rimanendo invisibili ai processi di riconoscimento e supporto.
ร proprio qui che risiede il problema. La parola chiave su cui concentrarsi รจ ๐ฎ๐ข๐ฏ๐ช๐ง๐ฆ๐ด๐ต๐ข๐ณ๐ฆ.
Se la giftedness viene identificata esclusivamente attraverso ciรฒ che il bambino mostra allโesterno, attraverso i risultati scolastici, le prestazioni o lโeccellenza in una determinata area, rischiamo di non vedere proprio quei bambini che avrebbero piรน bisogno di essere riconosciuti. Il successo e i risultati non dipendono infatti soltanto dalle caratteristiche individuali, ma anche, e soprattutto, dalle opportunitร offerte dallโambiente.
Il processo dovrebbe quindi essere inverso: non partire dai risultati per riconoscere la persona, ma partire dal riconoscimento della persona e dei suoi bisogni per offrirle le condizioni necessarie affinchรฉ possa esprimere pienamente le proprie caratteristiche.
Questa riflessione diventa ancora piรน importante se guardiamo alla realtร delle nostre scuole. Quali opportunitร vengono concretamente offerte oggi agli studenti gifted e doppiamente eccezionali per mostrare le proprie capacitร ? Spesso poche o nessuna. In molti casi non vengono proposte attivitร , percorsi o contesti che consentano loro di esprimere pienamente le proprie caratteristiche e il proprio modo di apprendere. Come possiamo allora aspettarci che emergano risultati eccezionali? E come possiamo poi utilizzare l’assenza di tali risultati come criterio per escluderne l’identificazione?
Una definizione di giftedness basata prevalentemente sulla prestazione rischia inoltre di produrre un ulteriore effetto: il bambino gifted puรฒ imparare a nascondersi. Se il suo valore viene associato alle aspettative di eccellenza degli adulti, il timore di non essere allโaltezza puรฒ portarlo a minimizzare le proprie capacitร , a conformarsi o a rinunciare a mostrare ciรฒ che realmente รจ.
ร proprio per superare questi limiti che si รจ sviluppato il concetto di giftedness come sviluppo asincrono. Tale prospettiva nasce da decenni di osservazioni cliniche e scolastiche che hanno spostato lโattenzione da ciรฒ che il bambino produce a ciรฒ che il bambino รจ.
Gli studiosi del Columbus Group, che hanno elaborato questo modo di interpretare la giftedness nei primi anni novanta, hanno osservato che, per comprenderla realmente, รจ necessario guardare alla vita interiore e allโesperienza soggettiva della persona gifted, aspetti che per lungo tempo sono rimasti ai margini della ricerca. I bambini al centro delle loro osservazioni mostravano infatti differenze evidenti nel modo di percepire, comprendere e sperimentare il mondo. Presentavano livelli insoliti di consapevolezza, ricettivitร e intensitร che non potevano essere spiegati esclusivamente attraverso il concetto di talento o attraverso le prestazioni ottenute. Queste differenze non erano il prodotto della scuola o dellโambiente educativo. Clinici e genitori le osservavano ben prima dellโingresso dei bambini nel sistema scolastico e ne riconoscevano lโinfluenza profonda su ogni aspetto della loro vita.
Divenne quindi evidente che il fattore distintivo non fosse il livello di prestazione raggiunto, ma una modalitร di sviluppo qualitativamente diversa. Le differenze evolutive rappresentavano lโelemento che piรน chiaramente distingueva i bambini gifted dai loro coetanei. Questi bambini apparivano infatti โfuori sincronoโ rispetto alle aspettative legate allโetร e alle norme di sviluppo comunemente accettate.
La giftedness, quindi, non puรฒ essere compresa limitandosi a osservare ciรฒ che un bambino realizza. Per riconoscerla รจ necessario guardare alla persona, al suo sviluppo, alla sua esperienza interiore e al modo unico in cui interagisce con il mondo. Solo cosรฌ sarร possibile identificare anche quei bambini che non ottengono risultati straordinari o non eccellono in modo visibile, ma che vivono quella stessa complessitร , intensitร e asincronia che caratterizzano la giftedness.
Fonte:
๐๐ณ๐ฐ๐ฑ๐ฐ๐ด๐ต๐ข ๐ฅ๐ช ๐ญ๐ฆ๐จ๐จ๐ฆ ๐.2654, ๐๐ณ๐ต.2.
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